Cari amici,
con piacere vi presento Senpai Michele Calligher, nella foto in dimostrazione con Luis, mentre anticipa il suo low-kick.
Ho conosciuto Michele 3 anni fa, è un serio budoka, con un ottimo curriculum alle spalle nel pugilato.
Ha iniziato a praticare a 13 anni presso l'associazione sportiva boxe di San Donà di Piave
- nel 1997 a 15 anni ha disputato il torneo "primi pugni" vincendo
i 3 incontri
che gli permettono di disputare la finale nazionale (pesi super leggeri
kg
63,5)a Rovigo, perdendo per ferita alla seconda ripresa con Cataldo Quero
(figlio del campione italiano professionisti anni 70).
- nel 1999 vince il torneo centro nord under 19 battendo ai punti
Moscatiello Antonio di Milano (pesi super welter 71 kg)
- nel 2003 vince i campionati triveneti (Veneto-Friuli-Trentino)dilettan
ti
secondo serie nella categoria pesi medi (75 kg)(totale 13 iscritti
quell'anno)
- nel 2004 vince di nuovo i campionati triveneti
(Veneto-Friuli-Trentino)
dilettanti seconda serie pesi medi (75 kg) (totale 11 iscritti
quell'anno) e
perde ai punti a Latina contro il campano Contino Sergio in semifinale
ai
campionati italiani.
Attualemente sarebbe dilettante prima serie con il seguente record: 39
incontri (25 vittorie, 10 sconfitte e 4 pareggi).
Michele insegna a Latisana (Ud).
Come ho scritto poco sopra, Michele è un praticante serio, pronto al sacrificio, è educato e rispettoso, insomma è l’esempio del “bravo ragazzo” che concilia passione per lo sport, dedizione al suo lavoro e attaccamento alla famiglia, così come mi compiaccio di indicare ai miei allievi.
Ho chiesto a Michele di scrivere come lui, praticante di pugilato, abbia deciso di giungere lla pratica del Budo.
Questa è la sua lettera:
Buongiorno cari amici, prima di tutto mi presento
mi chiamo Michele e vengo da una lunga esperienza nel pugilato (iniziata all’età di 13 anni e terminata all’età di 22). Ho deciso di abbandonare questo sport, che è stato una mia grande passione, per due motivi fondamentali:
il primo è il fatto che, a differenza del karate, non c’è a parer mio alcun percorso formativo che permetta ad un ragazzo di avere una continua crescita a livello tecnico e personale;
il secondo è la salvaguardia della mia salute (secondo me i continui colpi alla testa sia durante le gare che durante gli allenamenti possono causare gravi danni al cervello)
Ebbene nell’autunno 2004 , dopo aver disputato il mio ultimo incontro di boxe il 3 luglio 2004 perdendo ai punti a Latina nei quarti di finale dei campionati italiani dilettanti seconda serie, ho cominciato a frequentare alcune palestre di arti marziali nella mia zona, non rimanendo però soddisfatto di ciò che vedevo.
Non avrei proseguito nella pratica delle arti marziali se non avessi, per mia fortuna, conosciuto per caso Shihan Andrea Stoppa.
Shihan è stato molto gentile ad invitarmi nella sua palestra di Pordenone per conoscere i suoi allievi e partecipare ai corsi che tiene di karate kyokushinkai e ju-jitsu brasiliano.
Sono rimasto molto colpito dall’ambiente caloroso e amichevole, nonché dalla disponibilità dei ragazzi e dalla professionalità del Maestro.
Nel corso di questi 2 anni ho proseguito nel praticare il karate kyokushinkai sempre con maggiore impegno ed entusiasmo, riscontrando nella persona del Maestro moltissimi aspetti positivi che lo differenziano dalla maggior parte degli insegnati che ho incontrato.
Tutti quelli che lo conoscono saranno sicuramente d’accordo nel confermare che è un vero MAESTRO e un vero PROFESSIONISTA nella pratica e nell’insegnamento delle arti marziali, ma non serve che mi dilunghi troppo su questo, anche perché il suo curriculum e le sue esperienze nelle arti marziali in genere parlano da soli.
L’unica cosa che voglio ribadire è che mi ritengo molto fortunato ad avere l’opportunità di partecipare spesso alle sue lezioni.
Detto ciò, uno dei motivi per cui ho deciso di scrivere questa lettera è per portare a conoscenza tutti i lettori dei principali problemi che ci sono a parer mio nell’ambiente delle arti marziali o per lo meno quelli che ho riscontrato con le esperienze che ho avuto prima di conoscere il mio Maestro:
- Punto 1: sono troppi i ciarlatani che si improvvisano maestri senza aver maturato alcun tipo di esperienza.
Addirittura sono frequenti i casi in cui degli individui, dopo aver partecipato per alcuni mesi a qualche strano corso di non si sa bene che arte marziale, ne aprono uno proprio senza rendersi conto che, oltre a farsi pagare per un servizio che non danno (non essendo in grado di trasmettere nulla), creano dei praticanti che non sono nemmeno in grado di stare in guardia.
- Punto 2: sono ancora troppe le palestre dove i praticanti, pur essendo delle persone cordiali e gentili nella vita di tutti i giorni, all’interno del loro dojo hanno un atteggiamento di estrema arroganza (ciò gli viene permesso dai loro maestri quindi il problema è quasi sempre alla fonte).
Molti di loro, che tra l’altro non hanno mai praticato il combattimento o lo sparring a contatto pieno, non si rendono nemmeno conto di che cosa significhi incassare un pugno o un calcio.
Ho frequentato per curiosità per un breve periodo delle palestre di questo genere, assistendo a scene penose di individui che dopo 20 anni di pratica non sapevano nemmeno bloccare un calcio.
Queste stesse persone criticavano addirittura i combattenti del UFC, del PRIDE e del K1, giudicandoli tecnicamente di gran lunga inferiori a loro!!!
Dispensavano inoltre consigli che mi lasciavano basito: ricordo un volta in particolare quando uno di loro consigliava ad un altro che, qualora avesse dovuto incontrare un combattente più alto ed esperto nel portare i calci, per neutralizzarlo avrebbe dovuto colpire con i propri pugni le tibie dell’avversario!!!!!!
Poi un altro ancora che diceva le testuali parole: “ non serve parare o bloccare gli attacchi, bisogna abituarsi ad incassare anche i pugni a mano nuda in faccia e i calci nei testicoli”
Inoltre ho sentito che ci sono anche delle specie di improvvisati maestri che si vantano di essere in grado di insegnare come neutralizzare aggressori armati di pistola o mitragliatrice?!?!?!?
Con questo tipo di atteggiamento questi personaggi si distaccano completamente dalla realtà ed i risultati sono inevitabilmente disastrosi.
Ovviamente, a parte il fatto che di fronte ai comportamenti sopradescritti lo spirito del BUDO va a farsi benedire, è importante ricordare che queste persone fanno dei danni anche a chi si avvicina alle arti marziali per il semplice scopo della difesa personale.
Che cosa sono in grado di insegnare ?????
Va a finire che un individuo che pratica le arti marziali in quel modo viene sopraffatto dal primo rissoso ubriaco di paese!!!
Di certo non si può essere tutti come Semmy Shilt, questo è fuori discussione, ma sicuramente ci potrebbe essere, da parte di molte persone, più umiltà, onestà e disponibilità nel confrontarsi. In questo modo si creerebbe un ambiente più bello, stimolante, ma soprattutto molte più persone si avvicinerebbero alle arti marziali e tutti potrebbero collaborare per crescere insieme.
Per concludere faccio un appello a tutti i praticanti di arti marziali e non: se avete deciso di abbracciare questa passione e questo stile di vita, Vi prego di assicurarVi che davanti a Voi ci siano persone, anche se non proprio del livello di Shihan Andrea Stoppa, per lo meno che vedano le cose dal giusto punto di vista e che vi possano guidare nella giusta direzione.
Ciao!!!
| < Prev | Next > |
|---|






