Centro Studi Arti Marziali

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La Struttura dell'IBK

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International Budo Kai

L’IBK è l’organizzazione creata da Jon Bluming nel 1980.

Kaicho (in giapponese “capo di diverse organizzazioni”, questo titolo spetta solo a Jon Bluming, ndr) Bluming, insieme a Rinus Schultz, Dave Jonkers e altri maestri, voleva controbilanciare gli affetti negativi sul mondo delle arti marziali da parte di quelle persone che cercavano solo di realizzare denaro per sé, senza dare nulla in cambio.

Altro scopo di questa federazione era, ed è rimasto, dare la possibilità ai suoi aderenti di studiare le tecniche delle arti marziali, e del Budo giapponese in particolare, unendo diversi stili, senza che nessun problema “politico” impedisse ad un praticante di migliorare, trovandosi di fronte al divieto del suo maestro, o della sua federazione, di allenarsi o prendere parte a corsi e gare di altri gruppi.

L’IBK racchiude in sé diversi stili.

Originariamente erano presenti:


-Karate Kyokushinkai

-Karate Kyokushin Budo-kai, lo stile messo a punto dal M° Bluming

-Karate Ashihara

-Judo


Oggi, sebbene circa l’80% degli iscritti provenga dal Kyokushinkai, sono presenti diverse discipline, racchiuse in settori all’interno dell’IBK.

Abbiamo quindi rappresentanti del:


-Karate Shidokan

-Karate Ten-Ryu

-Kick Boxing

-Free-Fight

-Krav Maga


Ma sono molte altre le discipline che vengono praticate nei paesi, più di 50, aderenti all’IBK.

Per quanto riguarda il riconoscimento dei gradi, Kaicho Bluming decide se e come convalidare o graduare nuovamente un nuovo iscritto, consigliandosi, nei casi più impegnativi, con Kenji Kurosaki.

L’IBK è infatti una federazione dove, oltre alla formazione personale e morale, grande spazio viene dato al combattimento reale.

Indipendentemente dallo stile di origine, i programmi di esame vertono sul:

Kihon (fondamentali), sono comuni a tutti gli stili e, per quelli derivati dal Kyokushin, si eseguono con le stesse modalità

Kata, i praticanti di stili diversi, se il loro programma lo prevede, eseguono i propri kata giudicati da un’apposita commissione.

Kumite, combattimento libero. Data l’influenza che il Karate Kyokushinkai ha avuto nella formazione di Kaicho Bluming e dell’IBK, i kumite per gli esami vengono eseguiti con le stesse regole del Kyokushin tradizionale: unica protezione ammesa la conchiglia, niente attacchi al volto con i pugni.

Per il 1° dan: 30 combattimenti senza pausa da 2 min. l’uno

Per il 2° dan: 40 combattimenti

Per il 3°dan: 50 combattimenti.

Oltre a questo, è necessario mostrare la propria abilità nella lotta al suolo, nel judo e nel combattimento con i pugni al volto.

Gli esami di dan si tengono obbligatoriamente di fronte ad una commissione internazionale, durante il campo invernale, nel mese di gennaio, o estivo, nel mese di agosto.

I tornei sono open, aperti a tutte le altre federazioni e stili.

L’IBK promuove tornei di:

Karate Kyokushinkai

Karate Kyokushin-Budokai , che contempla tecniche di lotta al suolo e judo.

Kick Boxing e Free-Fight, anche all’interno della categoria “Pro”, per atleti professionisti, che prevede un round di karate Kyokushinkai,e in caso di parità, due round successivi che prevedono, in questo ordine, queste due discipline.

Karate Daido-Juku.

La filosofia dell’IBK, caratterizzata, dall’apertura mentale dei suoi membri, è ben espressa dalla frase di Kaiho Blimng: “Senza Kokoro ( in giapponese “cuore, mente, sentimento, anima, cfr. “giapponese”, ed. aaVallardi, 2001) il Budo è solo una conchiglia vuota”.

I simboli dell’IBK sono due: l’onda e la svastica.

L’onda è legata ad un episodio avvenuto in America molti anni fa, quando Kaicho Bluming e Gene Le Bell, mitico judoka e grappler americano, e grande amico di Kaicho, stavano nuotando insieme, all’improvviso un’onda li ha sollevò, spingendoli violentemente a riva.

Kaicho e Gene Le Bell, appena si ripresero dalla rapidità dell’acaduto, si misero a ridere, pensando al fatto che il loro allenamento e la loro forza erano nulla rispetto alla forza della natura.

La svastica va ovviamente intesa nel suo significato originario legato alla filosofia buddista: rappresenta il continuo movimento delle cose, e, per i suoi iscritti, la capacità di adattarsi al combattimento.

L’affiliazione all’IBK, che costa 20 Euro una volta nella vita per ogni praticante e 60 Euro annuali per il dojo, fa seguito ad una valutazione tecnica e morale di ogni maestro o praticante che voglia unirsi al gruppo eseguita da Andrea Stoppa, Shihan-dai (rappresentante) per l’Italia di questa federazione.

In Italia il gruppo dell’IBK conta ormai 140 persone, con dojo in:

Friuli Venezia Giulia

Lombardia

Puglia

Campania

Ogni responsabile di dojo, salvo diverse disposizioni, può promuovere i suoi iscritti fino al grado di cintura gialla, dalla cintura verde 4°kyu gli esami sono tenuti da Shihan Andrea.

Gli iscritti italiani possono prendere parte a qualunque stage o competizione anche di altre federazioni, con l’unico obbligo di organizzare un corso all’anno con Shihan Andrea, che valuterà la costanza, la continuità e i progressi nella pratica del Budo sia degli allievi che dei maestri.

Ogni maestro o praticante che non soddisfi questi requisiti tecnici e morali, sarà prima retrocesso di grado e poi espulso dall’organizzazione.

Un vero praticante non si allena nelle arti marziali otto ore a settimana o otto ore tutti i giorni, ma vive il Budo quotidianamente, mostrando, all’interno del suo dojo, della sua famiglia e della società in cui vive, i migliori aspetti della arti che studia: gentilezza, lealtà, sincerità e coraggio.

Senza questi requisiti “il Budo è solo una conchiglia vuota”.

 
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